Efsa
Parere scientifico sulla Malattia Emorragica Epizootica
A seguito di una richiesta della Commissione Europea, è stato chiesto al gruppo di esperti scientifici sulla salute e il benessere degli animali un parere scientifico sulla Malattia Emorragica Epizootica (EHD).
L’incarico era riferito a quattro aspetti: i) significato della presenza, dell’origine e della comparsa dell’EHD nelle specie suscettibili (specialmente animali da allevamento) nei Paesi confinanti con l’Unione Europea (EU); ii) la possibilità di diffusione nell’UE e nel suo ambito e di persistenza dell’EHD; iii) il ruolo giocato da vettori diversi e i mezzi per controllarli e iv) le possibili misure di controllo ed eradicazione della malattia, comprendenti la sorveglianza, il controllo dei vettori, la disponibilità di vaccini appropriati e altri elementi. L’agente causale della malattia è il virus dell’EHD (EHDV), membro del genere Orbivirus. L’EHDV è stato associato alla malattia nel cervo dalla coda bianca (Odocoileus virginianus) nel Nord America, ma sono stati osservati segni clinici anche nei bovini e in altri ungulati selvatici. Il sierotipo storicamente associato con la malattia nei bovini è l’EHDV-2 (virus Ibaraki). Tuttavia, in anni recenti sono stati osservati focolai della malattia causati dai sierotipi EHDV-6 ed EHDV-7, sierotipi considerati normalmente non patogeni, in Paesi confinanti con l’UE. Gli ovini sono suscettibili all’infezione, ma non presentano sintomi clinici. E’ probabile che altre specie possano essere pure suscettibili all’infezione, ma mancano informazioni riguardo al ruolo epidemiologico di molte specie domestiche e selvatiche di ruminanti.
I segni clinici nei bovini erano simili a quelli presentati dagli animali affetti da Lingua blu o Febbre catarrale degli ovini (BT). Nei bovini la morbilità varia dall’1% all’8%, ma la mortalità è generalmente bassa. Le perdite produttive associate alla malattia nei bovini possono essere significative, specialmente negli allevamenti da latte, sotto forma di una diminuzione della produzione di latte. Negli animali affetti da EHD può registrarsi un impatto negativo notevole sulle condizioni di benessere. L’EHDV-2 (ceppo Ibaraki) è in grado di superare la barriera della placenta determinando aborti e malformazioni.
L’infezione con un particolare sierotipo di EHDV conferisce una protezione nei confronti dell’infezione da parte del sierotipo omologo. La persistenza di questa protezione è sconosciuta, ma evidenze pratiche indirette fanno ritenere che la stessa possa protrarsi per tutta la vita. Non esiste protezione incrociata fra EHDV e BTV.
L’EHDV viene trasmesso fra i ruminanti ospiti da specie di ditteri appartenenti al genere Culicoides. Non esiste la prove scientifica che possa far ritenere che le zanzare abbiano un ruolo nella trasmissione dell’EHDV. In Europa sono presenti numerosi sospetti vettori dell’EHVD, compresi vettori potenziali come C. imicola e vettori sospetti nell’ambito dei complessi Pulicaris e Obsoletus. Pure altre specie possono agire come vettori di EHDV, ma la loro capacità ed efficacia non è stata indagata.
Le analogie fra la distribuzione geografica dei focolai recenti di EHDV in Nord Africa e in Asia Occidentale e i focolai di BTV nelle medesime aree alla fine degli anni ’90 costituiscono un motivo di preoccupazione. E’ stato sviluppato un accertamento del rischio di introduzione dell’EHDV nell’UE prendendo in considerazione 3 possibili vie di ingresso: i) tramite animali infettivi importati; ii)mediante vettori contagiosi e iii) altre vie, per esempio vaccini o germoplasma. In presenza di azioni di quarantena e di testaggio dell’EHDV, la probabilità di importare un animale infetto in uno Stato Membro dell’UE è stata considerata trascurabile. La probabilità di introdurre un animale infettivo attraverso il movimento illegale di bestiame o il transito di animali selvatici non è stata considerata trascurabile e potrebbe dipendere fortemente dall’origine e dalla stagione del movimento. A seguito dell’introduzione dell’EHDV tramite un animale infettivo, il rischio di esposizione per gli animali suscettibili presenti nell’UE nei periodi di attività del vettore è stato considerato elevato. Secondo la temperatura verificatasi al momento dell’introduzione, il rischio di diffusione è stato considerato moderato o elevato.
Il rischio di introduzione dell’EHDV nell’UE dai Paesi confinanti tramite dispersione eolica dei vettori è stato classificato elevato. L’abbondanza del vettore e le condizioni climatiche potrebbero essere favorevoli a supportare la circolazione dell’EHDV; perciò, la presenza dell’EHDV nei Paesi confinanti determina un rischio significativo per l’introduzione e l’insediamento dell’HEDV nell’UE.
Il rischio determinato da vaccini contaminati in relazione all’introduzione dell’EHDV è stato considerato trascurabile per i prodotti medicinali autorizzati. La mancanza di informazioni riguardanti la presenza dell’EHDV nel germoplasma ha reso impossibile l’accertamento del rischio di introduzione attraverso questa via.
L’EHD nel cervo è una malattia notificabile negli Stati Membri dell’UE ai sensi della Direttiva del Consiglio 92/119/CEE. Non sono in atto programmi di sorveglianza attiva riguardanti l’infezione da EHDV e sono limitati ai Paesi confinanti con l’UE. La sorveglianza passiva è completata dalla somiglianza dei segni clinici con quelli della BT. Il monitoraggio della prevalenza della malattia (schemi di sorveglianza attiva) è al momento difficile, per la mancanza di metodi diagnostici sierologici disponibili a livello commerciale.
Come dimostrato per il BTV, i vaccini possono giocare un ruolo primario per il controllo dell’EHDV nel caso in cui l’infezione entrasse nell’UE. Tuttavia, attualmente non sono disponibili a livello commerciali vaccini inattivati per l’EHD.
Dovrebbe essere messo in atto un programma di sorveglianza (attiva e passiva) nelle aree ad alto rischio, utilizzando test diagnostici sensibili, per l’individuazione precoce dell’introduzione della malattia. Nel caso di un focolaio di EHD nell’EU, le azioni chiave dovrebbero comprendere l’identificazione degli animali infetti, le indagini epidemiologiche, la limitazione dei movimenti ed, eventualmente, la sorveglianza a lungo termine. La sorveglianza dovrebbe essere condotta effettuando test sierologici, se gli stessi sono disponibili. Se fossero stati identificati animali viremici in un’area precedentemente esente, dovrebbe essere adottato come misura di controllo l’abbattimento degli stessi. Inoltre, potrebbero essere utilizzate per l’EHDV misure di contenimento sui vettori Culicoides, come quelle messe in atto per il controllo del BTV (per esempio, insetticidi e repellenti, buona igiene dell’allevamento per eliminare i siti di crescita del vettore).
Il parere completo, in inglese, sul sito dell'EFSA |